Alimentazione
e freddo: ecco la dieta antinfluenza.
L’inverno è arrivato e con esso
la fastidiosa influenza. Questa stagione si
presenta con l’aggravante di temperature
particolarmente rigide, dal Nord al Sud della
penisola. Quali le conseguenze più
immediate per la salute del nostro organismo?
Lo abbiamo chiesto al professor Giorgio Calabrese,
docente di scienze dell’alimentazione
all’Università Cattolica di Piacenza
e commissario dell’Authority Europea
per la sicurezza alimentare.
Professore, cosa
succede quando le temperature si abbassano?
“In conseguenza del freddo i virus caricano
a “mille” le loro batterie, affilano
le loro armi costringendo migliaia di persone
a rimanere a letto con sintomi evidenti come
febbre, tosse, dolori muscolari spesso tremendi.
Ciò impedisce lo svolgimento delle
consuete attività lavorative, isolando
dal contesto sociale. La netta sensazione
è di sentirsi come autentici rottami”.
Qual è
un modello di alimentazione per combattere
il freddo e garantire un po’ più
di calore?
“Se volessimo seguire alla lettera i
suggerimenti degli esperti gastronomi, legati
alle tante tradizioni regionali, bisognerebbe
puntare su alcuni rimedi come il vin brulè,
il latte e miele, le minestrine calde, il
punch. Rimedi che potranno essere salutari
nell’immediato ma che non si rivelano
sempre definitivamente risolutivi dei malanni
stagionali legati al freddo”.
Possono avere
una valenza salutare?
“Certamente. Il vin brulè è
un vino che viene riscaldato, quasi cotto,
per poter esaltare i componenti alcolici e
non alcolici, i quali però non sempre
sono migliorativi della qualità della
vita. L’alcol,
infatti, evapora e ciò che rimane,
il complesso idroalcolico, diventa una sostanza
poco digeribile. Perciò è bene
non esagerare con il vin brulé, soprattutto
se ci si trova in località montane
a festeggiare sagre paesane sulla neve. Berne
troppo, però potrebbe provocare fastidiose
gastriti che potrebbero perdurare anche quando
finirà l’influenza. Attenzione
perciò a non abusare di sostanze alcoliche,
molto in voga d’inverno, come whiskey,
cognac, amari, grappe e altri distillati”.
Si dice che bere
una bella tazza di latte caldo con due cucchiai
di miele possa tenere lontana la tosse e proteggere
dai raffreddori…
“Questa è invece una credenza
popolare che trova validi riscontri scientifici.
Anche in questo caso ci sono pro e contro.
L’accoppiata latte e miele è
ottima perché si introducono nell’apparato
digerente due alimenti di grande importanza
nutrizionale, anche presi singolarmente. Se
accoppiati sono un buon cocktail nutrizionale,
tranne quando si esagera o se si è
malati di diabete e si hanno problemi di corretto
smaltimento degli zuccheri nel sangue. Perché?
Ci sono troppi zuccheri semplici nel latte
– vedi il lattosio – ma anche
nel miele, dove si trova glucosio e fruttosio.
Questa combinazione si risolve in una minore
presenza di neutrofili e linfociti nel sangue,
che sono i difensori dalle malattie infettive
contagiose come il raffreddore o l’influenza
. Ci si trova, cioè, di fronte ad una
situazione di minore produzione di anticorpi,
preziosissimi per proteggerci dalle infezioni
stagionali”.
A cura di Umberto Gambino
courtesy of humanitasalute.it
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